INTER, FIORENTINA E ROMA TORNANO A CASA SENZA COPPA
L’ordine cronologico calcistico ci dice che Roma, Fiorentina e Inter escono sconfitte dalle tre finali guadagnate in Europa. Rispettivamente Europa League, Conference League e la prestigiosissima Champions League.

Se pensiamo ad analizzare il bicchiere mezzo pieno sicuramente il raggiungimento stesso di una finale è un ottimo risultato, soprattutto se pensiamo ad una squadra come l’Inter che si è guadagnata sul campo la possibilità di giocarsi una partita così importante superando squadre fortissime come il Bayer Monaco, il Barcellona e da ultimo il Milan. Insomma è stato importante per il calcio italiano che, a livello europeo sicuramente non sta brillando particolarmente, portare tre compagini in finale ed aver acquisito maggiore credibilità in termini di valore calcistico generale. Inoltre il raggiungimento di una finale porta con sé anche molti benefit in termini economici che fanno respirare le casse delle nostre società e non solo.
La parte vuota del bicchiere mi porta a fare subito una riflessione: siamo davvero in grado di competere in Europa? Prendendo spunto da questa domanda mi chiedo allora se manchi ancora quel qualcosa in più ai nostri club che possa permettergli di alzare al cielo più trofei, diventando meno mine vaganti e più temibili concorrenti. Ecco la sensazione che ho avuto è stata un po' questa perché, a guardare queste finali, ho notato come le partite fossero tenute in pugno dai nostri avversari nonostante il bel gioco espresso da tutte le compagini.
La Roma, per cominciare, avrebbe meritato la vittoria grazie ad una prestazione tra le migliori della sua stagione eppure, alla fine, vince il Siviglia ai rigori dopo una delle partite più lunghe a cui abbia mai assistito. Sembrava fatta ed invece il Siviglia ha retto l’assalto giallorosso per poi avere la meglio dopo gli errori dal dischetto di Mancini e Ibanez. Cose che capitano ma la partita, a mio avviso, andava vinta prima.
La Fiorentina, invece, si fa beffare al 90’ dal goal di Bowen dopo una partita molto tesa e in cui le due tifoserie hanno messo in atto uno spettacolo indecoroso che ha tolto spazio a quella che doveva essere una gara di tutt’altro interesse. Pensate che il capitano dei toscani Biraghi ha subito persino un profondo taglio alla nuca dopo essere stato colpito da un oggetto lanciato dai tifosi inglesi. I viola non hanno demeritato, anzi, ma alla fine non vincono e questa partita la intascano gli inglesi del West Ham che con maggiore lucidità hanno finalizzato meglio le occasioni da goal nonostante l’ampio possesso palla toscano. La Fiorentina quindi convince ma non vince.
L’Inter, infine, regala a tutti una bella speranza ma il suo bel gioco non è bastato per superare la corazzata Manchester City che con il meraviglioso goal di Rodri al 68’ vince la sua prima Championse League. Era difficile per il club neroazzurro ribaltare un pronostico quasi blindato, nonostante una partita secca possa regalare tante sorprese. Certamente è stato offerto un bellissimo spettacolo ma la coppa è finita nelle mani di chi a livello europeo quest’anno ha dimostrato di non avere rivali. Nessun rammarico ma molta consolazione per gli interisti.
Sarà che il nostro campionato abbia qualcosa in meno rispetto, per esempio, a quello inglese o quello spagnolo ma sarà anche che ormai ci si sta disabituando a giocare e, soprattutto, a vincere certe partite. Anche quest’anno l’egemonia del Napoli ha reso la serie A poco avvincente e, a mio giudizio, molte squadre hanno perso quella verve che ti può invece spingere a dare e fare qualcosa in più. Il piglio che potrebbe essere mancato appunto alle nostre squadre italiane in finale ma che si crea solo tenendo alti i ritmi partita dopo partita. Forse anche alcune politiche gestionali dei giocatori (e non) andrebbero rivisitate e rese più al passo con chi in Europa sta facendo la voce grossa e sa guardare in prospettiva per il conseguimento di risultati sempre maggiori.
Per quest’anno l’Europa non ci ha sorriso ma resta sempre il buono fatto per esserci arrivati molto vicini e che possa essere il punto di partenza per perfezionarsi ed avere, in un prossimo futuro, maggiori e concrete speranze di vittoria. Siamo lì ad un passo… o forse no?
AA